olio-della-valle-del-belice

Campobello di Mazara – Le olive che verranno raccolte nelle prossime settimane, in particolare le pregiate varietà Giarraffa e Nocellara del Belice, dovranno essere pagate a non meno di 1,50 euro al chilogrammo. Lo ha deciso una folta assemblea di imprenditori e commercianti del settore olivicolo che nei giorni scorsi, su iniziativa dell’associazione produttori olivicoli per la Nocellara del Belice “Angelo Falletta”, si è tenuta all’Istituto tecnico per geometri.
Il prezzo, votato all’unanimità, viene ritenuto sostenibile alla luce degli elevati costi di produzione che superano il 20% e che, se aggiunti alla difficile situazione di mercato e di crisi del comparto, assottigliano ulteriormente i margini di guadagno degli agricoltori.

«Lo sviluppo del settore – scrive in una nota il direttivo dell’associazione “Angelo Falletta” – deve necessariamente passare da un cambio di mentalità culturale e da un nuovo approccio di filiera. Gli operatori, date le ridotte dimensioni del comparto, devono fare sistema fra di loro promuovendo sia il valore aggiunto delle olive, costituito dalla loro storia, cultura, radicamento nel territorio, presenza negli usi e nelle tradizioni locali, sia la rilevanza nel contesto paesaggistico e gastronomico del territorio. Per questa ragione invitiamo tutti i produttori a sostenere con coscienza professionale il mantenimento del prezzo che è stato fissato a 1,50 euro al chilogrammo».

Sono decenni che la categoria cerca compattezza, soprattutto sul fronte della vendita, e che si sprecano inviti a non deprezzare le olive. Regolarmente, però, c’è stato poi chi ha fatto buoni affari e chi, dopo un anno di duro lavoro, ha incassato scarsi guadagni. Una scelta unanime del prezzo delle olive nel nostro territorio sarebbe importante anche per la ripresa economica del comparto che in particolare nel triangolo Castelvetrano-Campobello-Partanna vede la presenza dei maggiori produttori dell’oliva Nocellara del Belice, pregiatissima cultivar dalla duplice valenza in quanto si può indifferentemente usare come oliva da mensa o da olio il cui extravergine ormai da anni si fregia dei marchi doc (denominazione di origine protetta) e igp (indicazione geografica protetta).

«L’annata – dice Paolo Calcara, responsabile di zona della Confederazione italiana agricoltori – è discreta. Sia la qualità sia la quantità si preannunciano buone. Nel triangolo Castelvetrano-Campobello-Partanna si stima che potranno essere raccolti circa 350 mila quintali di olive il cui 30% sarà destinato all’uso da mensa, mentre il 70% sarà utilizzato per la produzione di olio extravergine di oliva. Le piogge degli ultimi giorni hanno ridato vigore alle piante che hanno sofferto quasi 7 mesi di siccità. L’auspicio della Cia è che il prezzo si mantenga al di sopra di quello dello scorso anno, che è stato 1,10 euro al chilogrammo, che i contratti fra produttori e acquirenti siano trasparenti e che vi sia la certezza dei pagamenti». M.L.

m4s0n501

Lascia un Commento

Chi sei?

Il tuo messaggio.